In arrivo la versione 2.0 di Resto al Sud, l’agevolazione che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nelle regioni del Mezzogiorno.

A prevedere la novità è il Decreto Coesione, il DL n. 60/2024, che ha introdotto una serie di agevolazioni volte a favorire l’occupazione di giovani, donne e a sostegno dell’autoimprenditoria.

L’obiettivo della misura Resto al Sud 2.0 è quello di promuovere la costituzione di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali, sia in forma individuale sia collettiva, tramite voucher e contributi a fondo perduto.

Soggetti beneficiari

Come si legge al comma 2 dell’articolo 18 del decreto Coesione, le attività sono avviate:

  • in forma individuale tramite l’apertura di partita IVA per la costituzione di impresa individuale o per lo svolgimento di attività libero-professionale;
  • in forma collettiva attraverso la costituzione di società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata e società cooperativa o società tra professionisti.

A poter beneficiare delle agevolazioni sono i giovani con meno di 35 anni d’età e che risultano in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • si trovano in condizione di marginalità, di vulnerabilità sociale e di discriminazione, come definite dal Piano nazionale Giovani, donne e lavoro 2021 – 2027;
  • sono inoccupati, inattivi e disoccupati;
  • siano disoccupati destinatari delle misure del programma di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Programma GOL).

Interventi ammissibili

I finanziamenti possono essere concessi per le seguenti iniziative:

  • erogazione di servizi di formazione e di accompagnamento alla progettazione preliminare per l’avvio delle attività, definita su base territoriale e di concerto con le regioni, in coerenza con il Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027 e il programma GOL;
  • tutoraggio, finalizzato all’incremento delle competenze, al fine di supportare i beneficiari di Resto al Sud 2.0 nelle fasi di realizzazione della nuova iniziativa;
  • interventi di sostegno all’investimento, che consistono nella concessione di incentivi per l’avvio delle attività.

Per quanto riguarda l’ultimo punto, gli incentivi sono fruibili, nel rispetto del regolamento UE sugli aiuti de minimis, in via alternativa e consistono nel riconoscimento di voucher e contributi a fondo perduto.

Agevolazioni e Contributi

Le agevolazioni sono così strutturate:

  • un voucher di avvio del valore massimo di 40.000 euro, in regime de minimis e non soggetto a rimborso, che può essere utilizzato per l’acquisto di beni, strumenti e servizi utili all’avvio delle attività. Il massimale sale a 50.000 euro per l’acquisto di beni e servizi innovativi, tecnologici e digitali o di beni diretti ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico.
  • un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, per programmi di spesa per l’avvio delle attività non superiori a 120.000 euro. Il contributo copre fino al 75% delle spese.
  • un contributo a fondo perduto, in regime de minimis, per programmi di spesa per l’avvio delle attività dal valore compreso tra i 120.000 e i 200.000 euro. Il contributo copre fino al 70 per cento delle spese.

Un apposito decreto interministeriale, che dovrà essere emanato entro il 6 giugno individuerà i criteri e le modalità di finanziamento delle iniziative previste.

I beneficiari di Resto al Sud 2.0 che risultano iscritti al programma GOL e percepiscono la NASpI, possono cumulare i trattamenti di cui beneficiano solo se presentano la richiesta per l’erogazione dell’indennità di disoccupazione in unica soluzione (NASpI anticipata), così che i fondi possano essere utilizzati come capitale d’avvio per l’attuazione delle iniziative finanziate.

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